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Nell'elenco di Traversara, spicca Torre di Traversara, un'impresa focalizzata in Wedding planner. Questa attività si trova in Via Torri, 52, coprendo la zona di . Con una valutazione di 4.5 basato su 13 recensioni, Torre di Traversara riflette la soddisfazione dei clienti. Per conoscere i dettagli, si consiglia di visitare Torre di Traversara.
Concerto di Rafael Gualazzi
Un pomeriggio di magia, ai piedi della torre di Traversara. Magia per la musica splendida di Gualazzi, magia per il luogo . Chi ama camminare o utilizzare la bicicletta, deve attraversare questi luoghi .
Torre risalente alla fine del 1300, vista in occasione di Romagna in fiore, non credo sia visitabile altrimenti, si spera in un futuro utilizzo come struttura ricettiva.
Le origini della torre sono poco documentate. Secondo alcuni la potente famiglia dei Traversari, fra le più eminenti in Ravenna assieme ai Da Polenta, avrebbe dato il nome al Castello dei Traversari, forse edificato da Teodoro I già nel 495 ed uno dei più antichi della Romagna, situato al di là del fiume Lamone ( o Amone, o di Raffanara) in vicinanza del Castello di Raffanara che presidiava prima il guado e quindi il ponte sul Lamone.
È da notare che nel XIII secolo il fiume era molto più vicino a Bagnacavallo di oggi e Traversara si trovava dalla parte di Ravenna.
Per altri la fondazione potrebbe risalire attorno al 1100 nel periodo dei frequenti scontri fra Ravenna e Faenza.
Nel 1171 i conti di Bagnacavallo, con alleati imolesi e bolognesi, pongono l'assedio a Faenza.
I faentini tuttavia riescono a rompere l'assedio e catturano 700 prigionieri, fra cui il conte di Cunio - castello nelle vicinanze di Cotignola e del Senio - Ugolino, nonché la madre e il fratello di Malvicino il Grande, temutissimo dai ravennati.
La zona è teatro degli scontri fra Guelfi e Ghibellini fino alla fine del XIII secolo. Nel 1303 il Conte Pietro, Legato di Romagna inviato da Bonifacio VIII, non obbedisce all'ordine del Conte di Romena, ghibellino e Podestà di Bagnacavallo, di trasportare tutte le biade a Ravenna, e le fa invece ammassare nel castello dando l'impressione di volersi preparare alla difesa. Mentre le biade vengono caricate e inviate a Ravenna il castello viene incendiato dai ravennati e distrutto dalle fondamenta. I Traversari si rifugiano sull'Appennino Tosco-Romagnolo dove, per sostentarsi, esercitano il mestiere di fabbro-ferraio e prendono il nome di Fabbri.
Durante i lavori di restauro è stato ritrovato un mattone di cm. 55x31x9, proveniente dall'arco di una porta distrutta, su cui è inciso "1371"; potrebbe essere questo l'anno di fondazione o di rifondazione del castello e sarebbe congruente con le linee generali dell'edificio che ha le caratteristiche architettoniche di quel periodo.
La Torre è appartenuta ai Conti Hercolani fino al milleottocento, quindi ai Conti Vitelloni di Bagnacavallo che a fine secolo la cedettero all'Ing. Leonardo Rambelli, Magistrato alle Acque di Venezia. Da questi essa passò al pittore Giuseppe Rambelli, allievo del Fattori, che vi ha creato molte delle sue opere, poi al nipote Giuliano Bettoli e da questi ai nipoti Carlo e Giorgio Morandi.
L'edificio oggi è ridotto alla originale pianta rettangolare di m. 16.25x9.00 ma era stato nei secoli adattato a civile abitazione con l'aggiunta di una estesa ala di due soli piani.
Durante l'ultima guerra esso fu colpito da 127 granate d'artiglieria e subì gravi danni: l'ala bassa fu quasi completamente distrutta, mentre la torre vera e propria rimase eretta ma sventrata sullo spigolo est. Sopra la cavità rimase sospesa una grande massa instabile che rischiava di precipitare e non permetteva di fare opere di consolidamento lavorando in condizioni di sicurezza, per cui fu deciso di demolire i barbacani e abbassare la falda del tetto.
Purtroppo durante l'intervento di risanamento terminato nel 1999 non è stato possibile riportare la copertura alla forma e al livello originari in quanto la Soprintendenza ai Beni Storici di Ravenna ha ritenuto che dovesse rimanere testimonianza dei danni bellici subiti.
Caro Grandi,
grazie, bella foto!
Giorgio Morandi
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